martedì 21 aprile 2009

I concetti di fondo dell' "Istituto Culturale Scuola di Atene"


Proprio il teologo americano George Weigel ci presentò il suo libro “La Cattedrale e il cubo”, nel quale spiegava come la civiltà che ha prodotto il modernissimo cubo de La Grande Arche de la Defence a Parigi, sia la stessa che ha svuotato l’anima della società producendo un impoverimento interiore, una crisi delle idee: una civiltà del cubo non produce spiritualità e nemmeno libertà, semmai genera noia metafisica, quel grigiore che svuotando tutto della meraviglia del divino, svuota l’uomo stesso.

Al cubo Weigel contrappone la cattedrale che con la pietra e le maestose vetrate innalza l’animo verso l’alto, verso obiettivi di vita elevati che lasciano all’occhio la possibilità di perdersi in un orizzonte creativo di colore e di tripudio. La dimensione mistica eppure ordinata della cattedrale accompagna la riflessione, accompagna la progettazione di quella politica che non vuole essere improvvisata, estemporanea,velleitaria, autoreferenziale.

Una politica autoreferenziale, che parla solo di se stessa e dei propri giochetti di potere è una politica fredda, grigia, noiosa, priva di libertà. La politica della libertà è la politica della reale interazione col mondo, con la società, è la politica che si lascia illuminare dal colore e dal calore delle idee per trasformare la società verso un autentico benessere che non tralascia ogni singolo aspetto della persona.

Una politica a misura d’uomo, pur guardando alla bellezza quasi irraggiungibile delle vetrate e delle navate della cattedrale.

Una politica che guardando alla società reale, vera e viva, non ad una società utopistica di esseri forzati all’omologazione (tale è stata la lezione marxista), bensì ad una sana laicità.

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