Venendo a contatto con la Fondazione Magna Carta, abbiamo visto all'opera un grande laboratorio di idee: una ricerca articolata per quanto riguarda la politica estera, la riorganizzazione dello Stato,
l’innovazione, la ricerca e l’istruzione, l’economia e il mercato, a loro volta condizionate molto più di quel che si possa pensare dal fenomeno culturale.
Abbiamo incontrato pensatori di alto livello, storici, economisti, giornalisti del calibro di Fernando Mezzetti, uno dei fondatori de “Il Giornale”, Souad Sbai Presidente dell’associazione donne marocchine in Italia e membro della consulta del Viminale, Magdi Allam Vice direttore del Corriere della Sera.
Si è aperta allora di fronte a noi una nuova cultura politica animata da uno spirito di concreto pragmatismo, un’organizzazione che dichiarava di voler affiancare all’azione di governo un’attività di riflessione e di progettazione.
Ed era proprio su questo fronte che abbiamo individuato il luogo di riprogettazione del futuro dell’Italia.
Le battaglie delle idee, che si fidano più dell’approfondimento del contenuto che del clamore, sono quelle che si fanno strada, a volte silenziosamente, tra le coscienze.
Se vogliamo cambiare la prospettiva della nostra bella regione verso logiche di apertura e di reale sviluppo del territorio, dobbiamo costruire un percorso che vada nella direzione della riappropriazione della nostra civiltà, di quella ricchezza e quella sensibilità che ha creato meravigliose Cattedrali come Santa Maria del Fiore.
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